Quel che pochi sanno sui polpi (e che vi sorprenderà)

I polpi si rivelano sempre più degli animali sorprendenti, degli alieni degli abissi dalla impressionante intelligenza (in grado di risolvere problemi ed effettuare connessioni complesse) che hanno un cervello in ogni tentacolo e che vedono con la pelle.

In realtà non ci sarebbe molto da stupirsi della loro intelligenza: il cervello dei polpi è il più grande tra quelli degli invertebrati, ed in proporzione è comunque più grande del cervello del più grande dei dinosauri. Ad esempio Athena, polpo gigante del pacifico allevato presso il New England Aquarium, ha un cervello del tutto paragonabile a quello di Alex, il pappagallo cenerino famoso per esser riuscito ad imparare la pronuncia di oltre cento parole e ad usarle in contesti semanticamente corretti. Il numero di neuroni nel cervello di questi animali, altro indice di intelligenza, è incredibilmente elevato: ben 130 milioni. Ma la cosa sorprendente è un’altra, cioè che circa tre quinti dei suddetti neuroni sono collocati nei tentacoli.

I tentacoli di un polpo hanno quindi un’intelligenza autonoma, tanto che una volta tagliati (e il polpo è in grado di rigenerare completamente un arto reciso) hanno una mobilità propria e provvedono addirittura a cacciare delle prede, che poi inutilmente cercano di portare verso il rostro.

Altra impressionante caratteristica dei polpi è il mimetismo, che permette loro di modificare la forma del corpo e il colore della pelle per simulare decine di altri animali (video). Per ottenere questo scopo i polpi usano tre diversi livelli e tre differenti tipi di cellule nell’epidermide: il livello inferiore riflette passivamente la luce dello sfondo, il mediano è cangiante e riproduce colori brillanti (blu, verde e oro) modificando la riflessione della luce e il livello superiore ha dei cromatofori che in seguito a stimolazione elettrica riproducono il giallo, il rosso, il marrone e il nero. Il punto è che non abbiamo un’idea precisa di come un polpo decida quale animale mimare o quali colori usare. Soprattutto perché il polpo vede in bianco e nero.

Una scoperta dei ricercatori del Woods Hole Marine Biological Laboratory e della università di Washington potrebbe però far luce su questo mistero: la pelle della seppia comune (parente del polpo con le stesse doti mimetiche) ha delle sequenze di geni che sono generalmente espresse solo dalla retina oculare. In sostanza le seppie (e quindi i polpi) vedono con la pelle, quella stessa pelle che usano per comunicare attraverso la creazione di lampi e pattern in movimento mediante l’eccitazione dei cromatofori, o per disorientare i predatori attraverso la bioluminescenza (come è stato riscontrato in alcune specie). E se questi non fossero indici sufficienti di intelligenza, c’è sempre la capacità empiricamente verificata di questi animali di percorrere labirinti con estrema facilità, o di capire che è necessario svitare il tappo di un barattolo per accedere a una preda in esso contenuta.

L’intelligenza dei polpi è insomma tale da poterli considerare dei veri e propri alieni degli abissi. Ma perché sono diventati così intelligenti? Probabilmente è un processo che ha avuto inizio nelle prime fasi evolutive, quando gli antenati dei polpi hanno perso la conchiglia e si è manifestata la necessità di nuove strategie di sopravvivenza. E perché non sono diventati più intelligenti di così? Quasi sicuramente per via del breve ciclo vitale e dell’assenza di una vita di branco. [via]

Solipsist, un corto di Andrew Huang

Un cortometraggio tanto ispirato e ipnotico quanto pieno di sorprese, vincitore del premio speciale della giuria per il miglior corto sperimentale allo Slamdance 2012. Di Andrew Thomas Huang.

Ikea si è messa a progettare città

Una città prototipo per rispondere alle esigenze di un mercato in cui le ristrette possibilità economiche, una maggiore consapevolezza ambientale e la crescente attenzione verso la filiera produttiva delineano un consumatore con nuovi bisogni. È questo il progetto che sta sperimentando Ikea a Strand East, una comunità di circa 6000 individui vicino il villaggio olimpico di Londra 2012, dove sono già iniziate le demolizioni e la ricostruzione partirà nel 2013. Un’ampia varietà di strutture tutte a un prezzo accessibile, un impianto urbanistico concepito per ridurre gli spostamenti via automobile, una rete di canali che attraversa i quartieri, un sistema di smaltimento dei rifiuti sotterraneo collegato a ogni edificio, una mini-centrale idroelettrica e nessun punto vendita di multinazionali (Ikea compresa) ma solo negozi di prossimità. Per una formula di investimento a lungo termine, con un ROI in 20 anni. Interessante, pur con la speranza che un domani non dovremo tutti improvvisarci muratori. [via]

Da oggi i soldati americani vedono con la realtà aumentata.

È di pochi giorni fa l’annuncio da parte di Google dell’avveniristico project glass, ma la realtà aumentata non aspetta Google. Infatti il Pentagono ha ordinato per l’esercito americano delle lenti a contatto sperimentali (le Innovega iOptik) che con un sistema di messa a fuoco su due piani permetteranno di ampliare il cono visivo dei soldati e porteranno a un nuovo livello l’esperienza degli schermi head-up, già in dotazione dell’esercito USA. Che bello, non vedevo l’ora di vedere dei cyborg a stelle e strisce in battaglia. [via]

Trovata la particella 'ponte' tra materia e antimateria

Gli scienziati del TU Delft’s Kavli Institute e della FOM Foundation hanno avuto successo nell’individuare per la prima volta evidenze empiriche che indicano l’esistenza del fermione di Majorana (così chiamato in onore del fisico italiano che ne teorizzò per primo l’esistenza negli anni ’30), ovvero una particella che è al contempo la propria antiparticella. La scoperta è importantissima sia perché secondo alcuni teorici la ‘materia oscura’ (che pare sia la maggior componente dell’universo) potrebbe essere costituita proprio da fermioni di Majorana, sia perché la suddetta particella, essendo infinitamente più stabile e meno influenzabile da fattori esterni rispetto alle particelle ‘tradizionali’, potrebbe rivoluzionare il concetto di computer quantistico (una tipologia di calcolatori finora esclusivamente teorizzata e che avrebbe una potenza di calcolo neanche lontanamente paragonabile ai calcolatori binari). [via]